Second Life e disturbi del comportamento
L'ipotesi è presa seriamente in considerazione da psicologi e sociologi: può Second Life aiutare a superare i disturbi del comportamento? Il mondo virtuale è l'evoluzione tridimensionale del web in cui persone 'vere' si relazionano in remoto mediante l'ausilio di un computer connesso in Rete. In una normale chat, o in un forum, la relazione interpersonale e sociale si concretizza nello scambio di concetti e di opinioni testuali. In Second Life si compie un ulteriore passo in avanti. A scambiarsi i medesimi messaggi sono 'avatar', personaggi in 3D personalizzati e controllati da ciascun utente. La percezione va ben oltre il semplice testo scritto in una chat, come nel mondo reale l'apparenza dell'avatar è il primo segnale che spinge a instaurare o meno una relazione sociale. Questo aspetto è preso seriamente in considerazione da chi sperimenta terapie per curare disturbi del comportamento. La simulazione della vita reale potrebbe spingere il paziente a prendere fiducia in se stesso, imparare l'importanza dei segnali visivi, le regole di comportamento o le tattiche relazionali. L'ambiente simulato pone al riparo dalle conseguenze emotive dei feed-back negativi, agevolando il ruolo terapeutico e il percorso formativo della persona. Per il momento sono soltanto ipotesi rimbalzate qua e la nella Rete e nelle prime tesi accademiche sul caso. Sono in molti però a ritenere che questa strada abbia potenzialità enormi.
19 / 01 / 2008
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